POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
mercoledì 16 ottobre 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

omicidio | 30 Giugno 2015

Folle di gelosia, uccide a martellate la moglie: vacilla l’aggravante della crudeltà

  Uomo condannato a trent’anni di reclusione. Ora, però, è possibile che la pena venga mitigata. Nodo gordiano è l’applicazione dell'aggravante della crudeltà: insufficiente il mero richiamo al numero dei colpi inferti alla donna, soprattutto tenendo presente che ella ha provato a fuggire ed è stata inseguita e agguantata dal marito e poi uccisa.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 27235/15; depositata il 30 giugno)

  Anni da incubo per una donna, vittima della folle gelosia del marito. E l’epilogo non è un ‘lieto fine’... tra le mura domestiche, difatti, e davanti agli occhi della piccola figlia, la donna trova la morte, presa...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.