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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

minaccia | 04 Maggio 2015

Minacce verso l’ex-compagna, il “turbinio di emozioni” non esclude il dolo

  Nel delitto di minaccia, il dolo, come componente del fatto contestato, consiste nella cosciente volontà di minacciare ad altri un ingiusto danno ed è diretto a provocare l’intimidazione del soggetto passivo, senza che sia necessario che in tale volontà sia compreso il proposito di tradurre in atto il male minacciato: oggetto del delitto è unicamente l’azione intimidatrice.

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 18184/15; depositata il 30 aprile)

  Lo afferma la Corte di Cassazione nella sentenza n. 18184, depositata il 30 aprile 2015. Il caso. Il gdp di Chiari assolveva un imputato dal reato ex art. 612 c.p. (minaccia), perché il fatto non costituiva reato. Nonostante l’uomo...

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