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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

censimento giustizia penale | 16 Marzo 2015

Il sistema giudiziario penale sotto la lente d’ingrandimento del Ministero

  Dopo l’analisi del settore civile, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, sotto la guida dell’ex Presidente del Tribunale di Torino, Mario Barbuto, in collaborazione con l’ufficio statistiche del Ministero, dedica la sua attenzione alla giustizia penale, con un’analisi statistica presentata il 14 marzo sul sito ministeriale e finalizzata all’individuazione di interventi mirati alla riduzione dei tempi della giustizia penale, nonché dell’esposizione dello Stato alle richieste di risarcimento per effetto della legge Pinto.

 

Sul sito del Ministero della Giustizia è stata pubblicata l’analisi del settore penale, così come preannunciato in occasione del censimento della giustizia civile italiana, che ha costituito il modello statistico per l’analisi dei 139 Tribunali del Paese, realizzata mediante i parametri impiegati da organismi e istituzioni internazionali, quali la Banca Mondiale e la Commissione Europea per l’Efficienza della Giustizia.
Le cifre raccolte. I dati del censimento evidenziano un totale di 3.544.633 processi penali pendenti a fine 2013, ripartiti nel 0,9 % in Cassazione, nel 7,5 % in Corte d’appello e nel 43,2 % in primo grado. I procedimenti non ancora definiti dagli uffici requirenti sono invece 1.716.211.
Sulla base di queste risultanze è possibile dedurre – utopisticamente – che se per 13 mesi non ci fossero nuove cause penali, il sistema potrebbe giungere ad azzerare completamente l’arretrato. Un auspicio appunto utopistico e meramente “accademico”, che però riesce a dare un’idea concreta della produttività della magistratura.
Un altro strumento statistico impiegato dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria analizza la durata effettiva dei processi, da cui risulta che più della metà dei processi penali in primo grado si conclude entro un anno, mentre il 25 % dura tra 1 e 2 anni e il rimanente 25 % dura oltre 2 anni, cifra che definisce il rischio di esposizione delle casse dello Stato al risarcimento che le parti potrebbero richiedere per effetto della legge Pinto.
I prossimi passi. L’obiettivo delle analisi statistiche del Ministero è esclusivamente quello di «migliorare la produttività degli uffici giudiziari portandola al livello dei tribunali che riescono a sviluppare le performance migliori». I dati raccolti potranno quindi consentire una migliore modulazione degli interventi mirati da operare all’interno del settore della giustizia, con programmi razionali e specifici.
Il capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, Mario Barbuto, conclude la sua relazione di accompagnamento ai dati raccolti affermando che «il completamento del censimento speciale di tipo selettivo iniziato con il settore civile e concluso con il settore penale consente ora al Ministero della Giustizia, di concerto con il Consiglio Superiore della Magistratura, di impostare l’operazione della revisione delle piante organiche, da tempo attesa ed auspicata da molti uffici giudiziari a seguito della “nuova geografia giudiziaria”».