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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

Delitti contro la persona | 03 Ottobre 2014

Parole come pietre per auspicare la morte di un uomo: sfogo verbale eccessivo ma nessun reato

di Attilio Ievolella

Cadono definitivamente le accuse nei confronti di un uomo e una donna, che avevano preso di mira una persona, augurandole la morte. Non vi sono le fondamenta per contestare né il delitto di ingiuria né quello di minaccia. Ci si trova di fronte a una manifestazione di odio, moralmente discutibile però penalmente irrilevante.

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 41190/14; depositata il 3 ottobre)

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