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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

Web e diritto | 16 Aprile 2014

Strali contro il collega sul proprio ‘profilo’ personale su Facebook: è diffamazione

di Attilio Ievolella

Pochi dubbi sul significato degli epiteti usati: ‘raccomandato’ e ‘leccac...’. Ma altrettanto evidente è la volontà di rendere pubblica l’espressione poco lusinghiera rivolta all’indirizzo di un collega, mai nominato ma comunque potenzialmente identificabile. Significativo anche il contesto, alla luce dell’utilizzazione del social network.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 16712/14; depositata il 16 aprile)

Rabbia che sale lentamente, ma inesorabilmente, come la lava di un vulcano... allora, contate fino a 100 prima di lasciarla eruttare su Facebook! A maggior ragione quando quella rabbia, rivolta contro una persona – un collega di lavoro, magari...

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