parole grosse | 19 Luglio 2012
Primario offende il medico del reparto. Ma la mancata comunicazione dell’operazione costituisce una provocazione: azzerata l’ipotesi della diffamazione
La pressione di una paziente, in attesa da ore di un intervento, scatena la reazione del primario, che apostrofa malamente il medico che aveva autorizzato ricovero e operazione, saltando però un passaggio: la necessaria comunicazione allo stesso primario. Che subisce l’accusa di diffamazione ma si salva proprio grazie all’omissione del medico, omissione valutata come provocazione.
(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 29080/12; depositata il 18 luglio)
Corsia ospedaliera: la paziente, in attesa da ore di essere operata, chiede, con insistenza, lumi al primario, che addebita il ritardo alla incapacità del medico del reparto, il quale aveva predisposto il ricovero e l’intervento,...
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