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Notizie a cura di La Stampa.it |
RESPONSABILITÀ CIVILE e ASSICURAZIONI

risarcimento danni | 18 Settembre 2019

Riconosciuto il danno catastrofale se la vittima è lucida, anche se solo per poche ore

di Valentina A. Papanice - Avvocato

Nella vicenda acquisitiva del diritto alla reintegrazione della perdita subita, la capacità giuridica è riconoscibile soltanto in favore di un soggetto esistente. I danni non patrimoniali risarcibili alla vittima, trasmissibili jure hereditatis, sono: il danno biologico (c.d. danno terminale, dunque la lesione del bene della salute) - consistente nei postumi invalidanti che caratterizzano il periodo intercorrente tra l’evento lesivo e il decesso - per la configurabilità del quale è necessario il protrarsi di un apprezzabile lasso di tempo, da accertarsi nel caso concreto, trattandosi di danno conseguenza; ed il danno morale c.d. soggettivo (c.d. catastrofale o da lucida agonia), consistente nella sofferenza sopportata dalla vittima nel comprendere l’inevitabilità della fine imminente.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 23153/19; depositata il 17 settembre)

Anche in questo caso, trattandosi di danno-conseguenza, l’accertamento dell’an presuppone «la prova della cosciente e lucida percezione dell’ineluttabilità della fine». Ai fini del riconoscimento del danno catastrofale,...

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