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SOCIETÀ e FALLIMENTO

fallimento | 10 Ottobre 2018

Riforma della crisi di impresa: licenziato dal Ministero lo schema di decreto

Il Ministero della Giustizia ha licenziato ed inviato ai due ministeri concertanti (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze) lo schema di decreto legislativo recante il codice della crisi di impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge delega n. 155/ 2017.  

Schema di decreto. Il Ministero della Giustizia ha licenziato ed inviato ai due ministeri concertanti (Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Economia e delle Finanze) lo schema di decreto legislativo recante il codice della crisi di impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge delega n. 155/ 2017.
Il decreto si compone di 390 articoli ed è strutturato in quattro parti: la prima dedicata al codice della crisi e dell’insolvenza, la seconda alle modifiche al codice civile, la terza alle garanzie in favore degli acquirenti di immobili da costruire e la quarta parte alle disposizioni finali e transitorie che dispongono, tra l’altro, l’entrata in vigore del decreto decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

Con lo schema di decreto sono state apportate modifiche ai testi delle bozze dei decreti presentati dalla Commissione Rordorf sul finale della scorsa legislatura, tra cui si segnalano in particolare:
- le correzioni alle misure di allerta, che costituiscono uno dei capisaldi della riforma, introducendo la possibilità per l’impresa di contestare gli indici di squilibrio nonché l’obbligo di segnalazione da parte dei creditori qualificati con soglie notevolmente innalzate;
- l’estensione dei poteri al Pubblico Ministero il quale potrà presentare il ricorso per l’apertura della liquidazione giudiziale in tutti i casi in cui ha notizia di uno stato di insolvenza;
- le modifiche alla disciplina del concordato preventivo: ritorno dell’obbligatorietà dell’attestazione nel concordato e continuità aziendale solo con il mantenimento del 30% dei posti di lavoro.

 

Il testo del provvedimento approderà in Consiglio dei Ministri a fine mese.

 

(Fonte: ilfallimentarista.it)