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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

pubblico impiego | 26 Giugno 2020

Ancora una pronuncia della Suprema Corte in materia di illegittimità del contratto di lavoro a termine nella P.A.

di Roberto Dulio - Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

In materia di pubblico impiego privatizzato, l’eventuale violazione delle norme sul contratto a termine non può mai tradursi nella conversione del rapporto, per espressa disposizione legislativa, sussistendo unicamente la tutela risarcitoria prevista dall'art. 36, comma 5, d.lg. n. 165/2001. Il dipendente avrà diritto al risarcimento del danno previsto dalla medesima disposizione con esonero dall'onere probatorio nella misura e nei limiti di cui alla l. n. 183 del 2010, art. 32, comma 5, e quindi nella misura pari ad un'indennità onnicomprensiva tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nella l. n. 604/1966, art. 8.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 12718/20; depositata il 25 giugno)

Principio affermato dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro, con ordinanza n. 12718/20, pubblicata il 25 giugno.   Due dipendenti statali (Ministero) con contratto di lavoro a tempo determinato più volte reiterato agivano in giudizio...

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