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LAVORO

professione forense | 22 Dicembre 2017

Avvocato stabilito: per la rappresentanza processuale è sufficiente l’intesa con quello italiano

Ai sensi dell’art. 8 d.lgs. n. 96/2001 (Attuazione direttiva 98/5/CE per l’esercizio della professione degli “avvocati stranieri stabiliti”), l’atto d’intesa tra l’avvocato che ha conseguito l’abilitazione all’estero – e che risulta iscritto in Italia nell’apposito albo speciale – e l’avvocato italiano, è idoneo a fondare una legittima rappresentanza processuale, senza che sia necessario lo svolgimento di attività processuali congiunte.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 30709/17; depositata il 21 dicembre)

Così la Corte di Cassazione con ordinanza n. 30709/17, depositata il 21 dicembre. Il caso. Il Tribunale di Genova, nel rigettare la domanda proposta da una struttura medica, riconosceva la natura subordinata del rapporto di lavoro intercorrente...

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