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LAVORO

lavoro subordinato | 24 Marzo 2016

Trasferimento negato, si mette in aspettativa per assistere la madre: lavoratrice risarcita

Condannata l’azienda, che perde su due fronti. Da un lato viene riconosciuto il diritto della dipendente ad ottenere, seppur dopo anni, il cambio di sede, e dall’altro la società deve anche versarle un adeguato risarcimento. Generiche le obiezioni relative a presunte esigenze organizzative che avrebbero impedito il trasferimento.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 5900/16; depositata il 24 marzo)

Richiesta di trasferimento, ‘legge 104’ alla mano, a maggio 2001. Solo dieci anni dopo, e grazie alla magistratura, il cambio di sede diventa ufficiale. Per la lavoratrice, però, anche il diritto a un adeguato risarcimento. Decisiva...

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