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LAVORO

ultime dal cdm | 29 Gennaio 2016

Povertà, lavoro autonomo e lavoro agile al centro dell’ultimo Consiglio dei ministri

  Il Consiglio dei Ministri, riunito nella seduta del tardo pomeriggio di giovedì 28 gennaio 2016, ha approvato un primo disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà ed un secondo recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato.

 

Contrasto alla povertà. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato un disegno di legge delega recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali.
In particolare, il disegno di legge delega introduce una misura nazionale di contrasto alla povertà basata sul principio dell’inclusione attiva, che prevede la predisposizione per i beneficiari di un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa sostenuto dall’offerta di servizi alla persona. Razionalizza, poi, le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale sottoposte alla prova dei mezzi, introducendo il principio di “universalismo selettivo” nell’accesso secondo criteri di valutazione della condizione economica in base all’ISEE. Riordina, infine, la normativa in materia di interventi e servizi sociali.

Tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale. Nella seduta di giovedì 28 gennaio, il Cdm ha approvato, sempre su proposta del Ministro Poletti, un disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure rivolte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. La prima parte del provvedimento, quella che detta disposizioni in materia di lavoro autonomo, si pone quale obiettivo quello di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditoriali, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. Qui di seguito le principali misure adottate. La previsione di agevolazioni fiscali e la parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell’accesso ai PON e ai POR a valere sui fondi strutturali europei. Il riconoscimento del diritto di percepire l’indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi, indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa, l’estensione della durata e dell’arco temporale entro il quale tali lavoratori possano usufruire dei congedi parentali. Ed, ancora, la previsione della sospensione, senza diritto al corrispettivo, del rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente in caso di gravidanza, malattia e infortunio, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare. Infine, la previsione di una specifica misura di tutela contro la malattia in base alla quale, i periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparabili alla degenza ospedaliera.

Disposizioni in materia di lavoro agile. La seconda parte del provvedimento approvato nella seduta di ieri introduce disposizioni in materia di lavoro agile, che non consiste in una nuova tipologia contrattuale, bensì in una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi ed ai tempi di lavoro finalizzata ad agevolare la conciliazione di tempi di vita e lavoro. Il lavoro agile, nello specifico, consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. È previsto che il lavoratore che presta l’attività di lavoro subordinato in modalità agile ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni all’interno dell’azienda. Devono, inoltre, essere applicati ai lavoratori “agili” gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato. Il datore di lavoro, infine, è tenuto a garantire a tale lavoratore il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.