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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

demansionamento | 23 Dicembre 2015

Il lavoratore lamenta un demansionamento: il datore di lavoro deve fornire la prova a sua discolpa

di Roberto Dulio - Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

In materia di demansionamento (o dequalificazione), il lavoratore è tenuto a prospettare le circostanze di fatto volte a dare fondamento alla denuncia ed ha, quindi, l'onere di allegare gli elementi di fatto significativi dell'illegittimo esercizio del potere datoriale, mentre il datore di lavoro è tenuto a prendere posizione, in maniera precisa e non limitata ad una generica contestazione, circa i fatti posti dal lavoratore a fondamento della domanda e può allegarne altri, indicativi, del legittimo esercizio del potere direttivo, fermo restando che spetta al giudice valutare se le mansioni assegnate siano dequalificanti, potendo egli presumere, nell'esercizio dei poteri, anche officiosi, a lui attribuiti, la fondatezza del diritto fatto valere anche da fatti non specificamente contestati dall'interessato, nonché da elementi altrimenti acquisiti o acquisibili al processo.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 25780/15; depositata il 22 dicembre)

Principio affermato dalla Corte di Cassazione, sezione lavoro con la sentenza  n. 25780,  pubblicata il 22 dicembre 2015 La vicenda esaminata: impugnazione di licenziamento e domanda di risarcimento danni conseguenti a demansionamento...

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