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LAVORO

Invalidità civile | 28 Novembre 2014

Fatti illeciti di terzi: rivalsa INPS delle prestazioni assistenziali

  L’Istituto, con la Circolare n. 152 del 27 novembre 2014, fornisce le istruzioni per il controllo del corretto recupero da parte dell’INPS, quale ente erogatore, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione, delle prestazioni assistenziali in favore degli invalidi civili corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi.

 

Le istruzioni operative e contabili. Per la puntuale gestione delle attività di controllo necessarie ai fini di evitare danni patrimoniali all’Istituto nell’applicazione dell’azione di rivalsa ex art. 41, l. n. 183/2010 – “le prestazioni assistenziali (pensioni, assegni e indennità) in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall’Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione” – l’INPS fornisce, con la Circolare n. 152 del 27 novembre 2014, analitiche istruzioni operative e contabili.
In particolare, la Circolare – di seguito allegata – descrive il flusso procedurale, analizzando nel dettaglio:
1.adempimenti del medico certificatore;
2.acquisizione della richiesta di prestazione assistenziale;
3.commissione medica ASL (procedura INVCIV2010);
4.adempimenti della funzione medico-legale dell’INPS;
5.modelli AS1invciv e RTinvciv;
6.adempimenti della funzione Servizi collegati a requisiti socio sanitari;
7.adempimenti della funzione Controllo Prestazioni;
8.adempimenti degli Uffici legali.
I termini di prescrizione. Precisati, inoltre i termini prescrizionali in relazione all’esercizio del diritto di rivalsa:
•cinque anni per gli infortuni derivanti da fatto illecito di terzi (artt. 2043 e 2947, co. 1, c.c.);
•due anni per i sinistri causati dalla circolazione di veicoli di ogni specie (art. 2947, co. 2, c.c.);
•il più lungo termine di prescrizione previsto per il reato, quando l’evento lesivo è considerato dalla legge come reato, salvo quanto previsto dal 3° comma, 1° capoverso, dell’art. 2947 c.c.
Nell’ipotesi di prestazioni erogate in favore di persona trasportata:
•un anno per i sinistri che colpiscono la persona trasportata, nel caso di trasporto pubblico (artt. 1679 e 1680 c.c.) o privato (art. 1681 c.c.), a titolo oneroso ovvero a titolo gratuito, salva l’estensione prevista dal comma 2 dell’art. 2951 c.c.;
•due anni per i sinistri occorsi a persone trasportate a titolo di cortesia o di amicizia, da esercitarsi nei confronti del vettore (artt. 2043 e 2947, co. 2, c.c.).
Nell’ipotesi di pregiudizio, arrecato dall’assistito, al diritto di rivalsa:
•dieci anni nel caso in cui l’assistito abbia reso dichiarazione negativa in ordine alla titolarità o alla pendenza di domanda di prestazioni di invalidità civile, e successivamente, ponga in essere atti tali da compromettere l’azione di rivalsa dell’Istituto di cui all’art. 41 della legge n. 183/2010 (art. 2946 c.c.).
La determinazione del valore capitale delle prestazioni. Infine, la Circolare in commento descrive procedure informatiche, criteri e tariffe per la determinazione del valore capitale delle prestazioni erogate (nell’Allegato n. 8 sono analizzate dettagliatamente, con i relativi esempi, le 8 tavole in cui si articola la tariffa) e istruzioni contabili.

(Fonte: www.lavoropiu.info)



Qui la Circolare INPS n.152 del 27 novembre 2014