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Notizie a cura di La Stampa.it |
LAVORO

Sospensione cautelare | 23 Maggio 2014

Il lavoratore sospeso è assolto: qualunque sia la formula di proscioglimento, le retribuzioni non percepite sono dovute

di Roberto Dulio - Avvocato giuslavorista, Senior partner dello Studio legale Associato B.B.D.

  In tema di sospensione cautelare dal servizio in pendenza di procedimento penale a carico del lavoratore, il principio secondo il quale quanto corrisposto a titolo d'indennità al lavoratore nel periodo della suddetta sospensione deve essere conguagliato con quanto dovuto se questi fosse restato in servizio, trova applicazione non solo nel caso di proscioglimento in sede penale con formula piena, ma anche nel caso in cui la durata della sospensione cautelare ecceda quella della sanzione della sospensione irrogata a conclusione del procedimento disciplinare riattivato a seguito della sentenza penale di proscioglimento, ma con formula diversa da quella "piena", in quanto altrimenti la perdita della retribuzione dovuta non sarebbe giustificata e finirebbe per gravare il lavoratore prosciolto di una vera e propria sanzione disciplinare aggiuntiva per fatto unilaterale del datore di lavoro.

(Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 11391/14; depositata il 22 maggio)

  Così deciso dalla Corte di Cassazione, sezione Lavoro, con la sentenza n. 11391, pubblicata il 22 maggio 2014. La vicenda. Un dipendente pubblico di A.S.L. sottoposto a procedimento penale per fatti commessi nell’esercizio...

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