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LAVORO

previdenza | 20 Marzo 2012

Le Casse private dei professionisti sono destinate al contributivo

di Paolo Rosa - Avvocato

Contributivo per tutte le Casse professionali e solidarietà fra gli Enti della previdenza privati sono le due parole d’ordine emerse ieri dal Convegno ‘Tutto pensioni’, che Ministero del Lavoro e INPS hanno dedicato alla riforma Monti–Fornero, di cui all’art. 24, comma 24, della legge n. 214/2011.

I punti rilevanti dell’art. 24, comma 24, legge n. 214/2011 sono:
- Destinatari: gli enti di previdenza soggetti al decreto legislativo 509/94 e al decreto legislativo 103/96;
- Attività richiesta: definizione di misure volte ad assicurare l’equilibrio finanziario di lungo termine:
- Data entro la quale l’attività dovrà essere svolta: 30 settembre 2012.
La verifica della sostenibilità finanziaria secondo la riforma:
- Periodo di riferimento: 50 anni
- Parametro di valutazione: equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche.
Conseguenze in assenza delle misure richieste dalla riforma:
- Per gli iscritti in attività di servizio: introduzione del metodo contributivo pro rata;
- Per gli iscritti pensionati: applicazione di un contribuito di solidarietà, per il 2012 e il 2013, pari all’1% della pensione annua percepita;
- Data di decorrenza delle misure: 1 gennaio 2012.
(Dalle slides dell’attuario Claudio Pinna distribuite al convegno e in rete).
Ogni Cassa dovrà quindi predisporre un bilancio tecnico aggiornato che andrà completato con gli studi di tipo ALM (Asset Liability Management). Obiettivo dello studio di ALM è individuare la politica di investimento più appropriata sulla base degli impegni che la Cassa professionale ha assunto nei confronti degli iscritti.
A tal fine si determina l’obiettivo economico della politica (ad esempio, saldo previdenziale positivo com’è richiesto nella riforma Monti–Fornero) elaborando numerosissime simulazioni in diversi possibili contesti economici alternativi.
Durante la mia presidenza sono stato il primo ad introdurre in Cassa Forense la metodica di analisi di ALM.
La base dati che ricordo è aggiornata al 31.12.2008 relativamente ai valori dell’attivo di bilancio e al 31.12.2006 per i flussi previdenziali del passivo.
I recenti ribassi dei mercati finanziari potrebbero avere in parte ridotto i valori patrimoniali e verosimilmente il funding ratio che è il rapporto appunto tra il patrimonio e gli impegni assunti verso gli iscritti, patrimonio che deve essere superiore agli impegni presi.
In allora il debito previdenziale maturato era pari a 26,7 miliardi di Euro a fronte di un patrimonio di 4,091 miliardi con un deficit di 22,660 miliardi con un funding ratio pari al 15%.
Ho chiesto ufficialmente al presidente di Cassa forense i dati aggiornati.
Non a caso nel Forum di ieri è emerso che il debito previdenziale maturato dalle Casse previdenziali dei professionisti è insostenibile e che, in prospettiva, tutte le Casse debbono passare al sistema contributivo favorendo anche processi di aggregazione tra di loro per farsi carico sia del dovere di solidarietà intergenerazionale che di eventuali squilibri senza ricorrere alla fiscalità generale.
Negato dal Presidente dell’INPS qualunque desiderio di annessione delle casse professionali. E quindi chi ancora si attarda a scrivere dell’interesse dello Stato a mettere le mani sul tesoretto delle casse…dovrà ricredersi in fretta.