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Notizie a cura di La Stampa.it |
OBBLIGAZIONI e CONTRATTI

compravendita | 30 Novembre 2015

Risoluzione per inadempimento: su cosa deve basare la propria valutazione il giudice?

  In tema di risoluzione per inadempimento, il giudice, per valutarne la gravità, deve tener conto di un criterio oggettivo - avuto riguardo all’interesse del creditore all’adempimento della prestazione attraverso la verifica che l’inadempimento abbia inciso in misura apprezzabile nell’economia complessiva del rapporto (in astratto, per la sua entità e, in concreto, in relazione al pregiudizio effettivamente causato all’altro contraente), così da comportare «uno squilibrio sensibile del sinallagma contrattuale» -, nonché di eventuali elementi di carattere soggettivo, dati dal comportamento di entrambe le parti (come un atteggiamento incolpevole o una tempestiva riparazione, ad opera dell’una, un reciproco inadempimento o una protratta intolleranza dell’altra), che possano in relazione alla particolarità del caso attenuarne l’intensità.

(Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 24206/15; depositata il 27 novembre)

  Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24206/15, depositata il 27 novembre. Il caso. La Corte d’appello territorialmente competente confermava la pronuncia di primo grado che aveva accolto la domanda ex art. 2932...

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