responsabilità civile | 18 Maggio 2012
Risarcimento del danno: bisogna provare distintamente il danno emergente ed il lucro cessante
di Gianluca Tarantino - Avvocato e dottore di ricerca in diritto dell'economia
Il risarcimento del danno è l’obbligazione diretta a reintegrare il patrimonio del danneggiato nella situazione in cui si sarebbe trovato se l’inadempimento non si fosse verificato e comprende sia il danno emergente sia il lucro cessante. È agevole provare il danno emergente in quanto, essendo una posta attiva del patrimonio del soggetto, basterà dimostrarne l’attualità e la sua conseguente lesione; quanto al lucro cessante, il creditore si troverà costretto a provare il mancato guadagno che gli sarebbe potuto derivare da quella determinata operazione economica. In altri termini, quanto al lucro cessante, spetta al creditore dare la prova di un bene o di un interesse mai venuti ad esistenza – in ragione dell’inadempimento –, ma che se si fossero concretizzati sarebbero stati sicuramente di sua pertinenza.
(Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 7759/2012; depositata il 17 maggio)
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