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16 Maggio 2018

(TAR Lazio, sez. II, sentenza n. 4727/18; depositata il 30 aprile)

TAR Lazio, sez. II, sentenza 18 aprile – 30 aprile 2018, n. 4727
Presidente Amodio – Estensore Di Mauro

Fatto e diritto

Rilevato che, con istanza depositata in data 12 marzo 2018, l’Associazione
ricorrente ha chiesto la rimessione in termini per il deposito dei motivi
aggiunti notificati in data 15 maggio 2017, con i quali è stata impugnata la
deliberazione della Giunta capitolina n. 19 del 22 febbraio 2017, avente ad
oggetto «Integrazione della deliberazione di Giunta Capitolina n. 140 del 30 aprile
2015 recante “linee guida per il riordino, in corso, del patrimonio indisponibile in
concessione”»;
Considerato che il difensore della ricorrente ha affermato:
- di aver proceduto al deposito telematico dei motivi aggiunti una prima volta
il 14 giugno 2017 alle ore 13:13 e di aver ricevuto riscontro negativo dal
sistema, con una comunicazione di posta elettronica delle ore 15:07, avente ad
oggetto: “Mancato deposito. motivi aggiunti rg. 1351/17”, nella quale si indicava
nei seguenti termini l’errore rilevato: “E011 – Il mittente del deposito non fa parte
del collegio difensivo.”;
- di aver, quindi, reiterato il deposito alle ore 15:59, ricevendo riscontro dal
sistema alle ore 16:33, con un messaggio di posta elettronica certificata avente
ad oggetto: “Registrazione Deposito. motivi aggiunti rg 1351/17”;
- di aver confidato nel corretto perfezionamento del deposito telematico, sulla
base dell’oggetto del messaggio ricevuto dopo il secondo tentativo di
deposito;
- di essersi tuttavia avveduto soltanto il 12 marzo 2018, nell’inviare l’istanza di
fissazione di udienza, dell’assenza, nel fascicolo della causa, dei motivi
aggiunti depositati;
- di aver appurato, a seguito di verifiche, che il mancato deposito è dipeso dal
fatto che alla comunicazione di posta elettronica certificata delle ore 15:59 del
14 giugno 2017 era stato allegato, per errore, il modulo relativo ai motivi
aggiunti nel giudizio RG 133 del 2017; giudizio avente lo stesso oggetto
dell’odierna causa RG 1351 del 2017, e per il quale nella medesima data del 14
giugno 2017 erano stati ugualmente depositati motivi aggiunti contro la
deliberazione della Giunta capitolina n. 19 del 2017;
Considerato che, sebbene il mancato deposito sia dipeso dall’allegazione alla
PEC delle 15:59 di un modulo relativo a un altro ricorso, deve tuttavia tenersi
conto della circostanza che il difensore non si è accorto dell’errore perché ha
confidato nel buon esito dell’attività svolta; e ciò sulla base dell’oggetto della
comunicazione di posta elettronica delle 16:33, che si riferiva alla
“registrazione” del deposito, e che seguiva una precedente comunicazione
nella quale l’errore riscontrato dal sistema nel primo tentativo di deposito
emergeva, invece, sin dall’oggetto;
Ritenuto che tale errore presenti i requisiti della scusabilità, ai sensi
dell’articolo 37 cod. proc. amm., in quanto si è verificato pochi mesi dopo
l’avvio del processo amministrativo telematico e, quindi, in una fase nella
quale deve ammettersi che gli avvocati potessero non aver ancora acquisito
piena dimestichezza con le nuove modalità di gestione degli adempimenti
processuali;
Ritenuto di dover disporre, conseguentemente, la rimessione in termini della
ricorrente per il deposito dei motivi aggiunti notificati il 15 maggio 2017;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) accoglie l’istanza di rimessione in termini per il deposito dei motivi aggiunti notificati il 15 maggio 2017.



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