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15 Maggio 2018

(TAR Umbria, sez. I, sentenza n. 275/18; depositata il 7 maggio)

TAR Umbria, sez. I , sentenza 10 aprile – 7 maggio 2018, n. 275
Presidente Potenza – Estensore Mattei

Fatto e diritto

1. Con il ricorso in epigrafe il sig. M. P. ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento del provvedimento con il quale è stata disposta nei suoi confronti “la revisione della carta di qualificazione del conducente n. omissis rilasciata dall’Ufficio Motorizzazione Civile di omissis in data omissis”, in conseguenza dell’azzeramento del relativo punteggio dovuto alla commissione di numerose infrazioni stradali.
2. L’impugnativa è stata affidata ai seguenti motivi:
I. Violazione dell’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, non avendo l’intimata amministrazione comunicato l’intervenuta decurtazione dei punti della patente di guida, al fine di consentire al ricorrente la partecipazione ai corsi di recupero dei punti decurtati.
II. Violazione della circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 60396 del 15.7.2010, atteso che il provvedimento di revisione non sarebbe stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento impedendo così al ricorrente di interloquire con l’amministrazione evidenziando eventuali circostanze a propria discolpa.
3. L’intimata amministrazione si è costituita in giudizio per resistere al ricorso, contestando le censure ex adverso svolte e concludendo per il loro rigetto in considerazione del fatto che attraverso i verbali di accertamento delle infrazioni l’interessato è comunque in grado di conoscere le variazioni di punteggio subite e dunque il saldo dei punti rimanenti.
4. Con ordinanza cautelare n. 41 del 22.2.2017 il Collegio ha accolto l’istanza di sospensione del provvedimento impugnato in ragione dell’intervenuta “violazione degli obblighi di informazione di cui all’art. 126 bis, comma 3, del codice della strada”.
5. Alla pubblica udienza del giorno 10 aprile 2018, uditi i difensori, la causa è passata in decisione.
6. Nel merito il ricorso è fondato e va accolto.
7. Osserva infatti il Collegio che nel sistema delineato dall’art. 126 bis del d.lgs. n. 285/1992, l’obbligo di comunicare “ogni variazione di punteggio” ai diretti interessati risponde non soltanto all’esigenza di garantire a quest’ultimi la conoscenza in tempo reale del saldo dei punti rimasti, ma anche di far sì che essi assumano fin da subito una condotta maggiormente conforme alle regole del Codice della strada anche attraverso la partecipazione ai corsi di aggiornamento che consentono il recupero del punteggio perso.
8. Finalità queste che i soli verbali di accertamento delle infrazioni commesse, seppur corredati delle relative decurtazioni di punteggio, non permettono di conseguire in maniera soddisfacente, atteso che solo con la comunicazione in argomento “ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri” (cfr., comma 3, art. 126 bis Codice della strada), onde recuperare i punti perduti fin tanto che “il punteggio non sia esaurito” (cfr. comma 4, art. 126 bis Codice della strada).
9. Le considerazioni che precedono impongono l’accoglimento del ricorso e dunque l’annullamento del provvedimento impugnato.
10. Tenuto conto della specificità della questione trattata si rinvengono, in via del tutto eccezionale, giusti motivi per compensare tra le parti in causa le spese del giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Compensa tra le parti in causa le spese del giudizio.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.