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09 Febbraio 2018

(Consiglio di Stato, sez. V, sentenza n. 732/18; depositata il 5 febbraio)

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 25 gennaio – 5 febbraio 2018, n. 732
Presidente Saltelli – Estensore Maggio

Fatto e diritto

Con ricorso al TAR Lazio – Roma il sig. L. B. ha impugnato l’atto con cui il Comune di Roma lo ha escluso dalla graduatoria finalizzata all’assegnazione di trecento licenze per l’esercizio del servizio taxi approvata con determinazione dirigenziale n. 585/2006.
Il Tribunale adito, con sentenza 25/7/2016, n. 8512 ha respinto il ricorso.
Avverso la sentenza il sig. B. ha proposto appello.
Per resistere al ricorso si è costituita in giudizio Roma Capitale la quale con successiva memoria ha ulteriormente illustrato le proprie tesi difensive.
Alla pubblica udienza del 25/1/2017 la causa è passata in decisione.
Nell’economia del presente giudizio ha carattere assorbente l’esame del secondo motivo di gravame con cui si lamenta che la sentenza sarebbe stata pronunciata senza che i difensori del sig. B. avessero ricevuto l’avviso di fissazione d’udienza.
Il motivo è fondato.
Difatti, dalla certificazione rilasciata dal Segretario Generale del TAR Lazio – Roma, depositata in giudizio, emerge che l’avviso d’udienza è stato inviato ad un indirizzo pec (avvfrancescodangelo@arubapec.it) non corrispondente a quello dell’avv. Francesco D’Angelo, difensore del sig. B. in primo grado (francescodangelo@ordineavvocatiroma.org), per cui, come dedotto dall’appellante, la sentenza è stata pronunciata senza che i propri difensori avessero ricevuto notizia dell’intervenuta fissazione dell’udienza, in violazione dell’art. 71, comma 5, del c.p.a. posto a presidio del diritto di difesa.
L’appello va, pertanto, accolto con conseguente annullamento della sentenza impugnata e rimessione della causa al TAR Lazio – Roma, ai sensi dell’art. 105, comma 1, del c.p.a. (Cons. Stato, Sez. VI, 28/7/2017, n. 3802; Sez. V, 28/7/2014, n. 4019).
La necessità di rinviare al giudice di prime cure per una nuova pronuncia non consente l’esame dell’ulteriore motivo di appello.
Restano assorbiti tutti gli argomenti di doglianza, motivi od eccezioni non espressamente esaminati che la Sezione ha ritenuto non rilevanti ai fini della decisione e comunque inidonei a supportare una conclusione di natura diversa.
La peculiarità della questione controversa giustifica l’integrale compensazione di spese e onorari di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’impugnata sentenza, rimettendo la causa al giudice di primo grado.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.