, si è attenuta alla linea ermeneutica tracciata da questa Corte regolatrice secondo cui: <> (Sez. 5, n. 7859 del 02/11/2017 - dep. 19/02/2018, Serafini, Rv. 272278; Sez. 5, n. 49694 del 29/10/2009, B. e altri, Rv. 245828). Donde occorre ribadire il principio di diritto secondo il quale l'aggravante di cui all'art. 3 D.L. n. 122 del 1993, conv. in legge n. 205 del 1993, è configurabile nel caso di ricorso ad espressioni ingiuriose che rivelino l'inequivoca volontà di discriminare la vittima del reato in ragione della sua appartenenza etnica o religiosa (Sez. 5, n. 43488 del 13/07/2015, Macaoni e altri, Rv. 264825). 3. S'impone, pertanto, la declaratoria di inammissibilità del ricorso, cui consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende." />
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