bensì nell'espressìone di un giudizio o, più genericamente di un'opinione che, com~ tale, non può pretendersi rigorosamente obiettiva, posto che la critica, per sua natura ~on può che essere fondata su unInterpretazione, necessariamente soggettiva di fattì e df comportamenti. In tal caso- non di tratta. dunque. di valutare la veridicità di proposiloni assertive per le quali possa configurarsi un onere di prevìo riscontro della Loro ri$pondenza al vero, quanto piuttosto dì stimare la correttezza delle espressioni usate (Cas' . n.7499 del 2000).Non pare si tratti, n~I caso di specie, di giudizi resi alla persona, ma al ricorrente in quanto dipendente, ej dunque, di valutazioni legate essenzialmente al comportamento tenuto nell'esplicazi e delle mansioni lavorative. Pur avendo in astratto una valenza diffamatoria, tali espressioni, se analizzate nel contesto in cui sono state rese, possono ztIssere ricondotte neli, ambitodell'esercizio del diritto di critica. in quanto espressìone delo ere di controllo do datore di lavoro. Non si disconosce. pertanto, nel caso in esame il tono aspro ufilizz4to Inei contenuti polemici delle dichiarazíoní ffiasciate alla stampa, ma si ritiene che esso ipossa tranquillamente essere rícondotto all'interno dei confini doll'esìmente del dìri~o di critica. Il capo dì domanda pertanto non può essere accolto.Sanzioni disciplinariLa sanzione ffiscipliq i arcirrogata il 14-10.2002 si basa su addebitì riferiti a due puntate di 'Sciuscià edizione st~aordinaría', e 'Sciuscìà, trasnesse rispettivamente il 24.5.2002 ed il 16.7.2002. Per la pri~a, intitolata 'Per conto terzì? , la parto convenuta ha riruproverato al ficorrente di noniessersi adeguato alle direttive a lui impartite, di avere disatteso i criteri di pluralism~, ìmparzialifà e correttezza ed ffiettività, di avere condiviso laconduzione 4ella pu~tata con un noto personaggio della magg-iore emittente televisiva concorrente, "al quale tra l'altro ha offerto il destro per esprimere apprezzamenti lesivi :riguardo al tasso dil pluralismo e di libertà di infonnazione all'ìnterno della RAI, che sarebbe in grado minore di quello di detta emittente privata anche per le induzioni esterne dí carattere politico7' senza che lei abbia svolto alcun intervento correttivo_"; di averetrattato anche dei p~oprío rapporto contrattuale con la convenuta "esprimendo perplessítà sull'ulteriore previsione in palinsesto dei programma da Lei condotto e sulla confinuazione della sua collaborazíone, cosi facendo uso personale e privato del mezzo televisivo per sostener,`e le sue presunte ragioni contrattuali Prospettate come posto a rischio da pressioni estérne e non da libere scelte imprenffitoriaJi.".Parte ricorrente ha cbntestato sul punto la tardività della contestazione, il ritardo nell'appli cazione della sanzione, la genericità degli addebiti ed ha eccepito la preclusione dell'esercizio dei pote~ disciplinari in ordine ai contenuti dell'informazione Riornalistica ex art. 50 cnlg e la mancata comunicazione dell'ìstruzìone di servizio del 14-1.1997.Non pare, comunque, "prezzabile l'eccezione di tardività tenuto conto delle dimensioni dell'azienda e della p~rtico1are delicatezza della contestazione sollevata. E', infatti, ben possibile che la doterminazione all'irrogazíone della sanzione si sia formata successivamente al se~ondo episodio dei 16.7.2002 ed abbia in un certo senso colorato in altro niodo anche la cdnduzìone della puntata 'Per conto terziT del 243,2002.In relazione alla citatá trasmissione, va posta in adeguata evidenza la circostanza che. prima della messa in ònda, vì era stato uno scambio epístolare tra il direttore di Raidue ed fl ricorrente, nel cOrso del quale il p-rimo aveva espresso le proprie perplessità sulla delicatezza della tras~issione. In particolare, sulla previsione della conduzione della stessa da parte di M4urizio Costanzo, il più noto anchor men della nostra maggiore concorrente", il direttó,ùe di Raidue aveva ricordato al ricorrente come la sua prestazione fosse infungìbìle per:contratto e, quindi, non delegabile. Nella lettera del 23.5,2002 (doc.20 fascicolo SC4a numero parte convenuta) il direttore aveva paventato, poì> il rischio per il ricorr~nte di fare un uso privato del mezzo pubblico, trattando la trasrnissìone di un ar4,omento che lo vedeva coinvolto in prima persona. Aveva rilevato ìnfine, come la parteUpazione alla puntata dell'ex presidente della Raí avrebbe potuto introdurre "un eleme~to dì forte turbativa nei confronti del consiglio in carica, sul cui operato l'ex presíOente potrebbe esprímere valutazioni critiche, in assenza di Trocontraddittorio.". A nte dì maggiori chiarimenti chíestí dal ricorrente, il direttore aveva poi precisato, ~on lettera del 24.5.2002, che, nel caso di specie non sì trattava di un veto, ma di un invito ;~a riflettere.Nell'ambito di questb quadro, all'esito della trascrizione dei video ad opera di ctu, si rileva che il rìcorreni.e, pur facendo rimanere ì] Costanzo nel corso della trasinìssione seduto su uno sgabello accanto a lui e, quindi, in posizione diversa dagli altri,paltecipant, non ha affatto condiviso la conduzione della trasmissione coli quesvultìmo, concedendoglí, al co~trario, la parola come agli altri partecipanti. Ciò si evince;,,/chìarar£íente dalle trasctìzioni effettuate dal ctu e dal numero degli interventi di Costanzo, analoghi a quelli degli Otri partecipanti. Dalle trascrizioni, infattì, non risulta che l'ospite Costanzo abbia mai #abílíto l'ordine deglì ìnterventi, dato la parola ai partecipanti, introdotto le interviste ~ealizzate dai collaboratori del ricorrente.Non pare possa condi1~Vídersí, poi, il rilievo che il ricorrente non sia intervenuto per Ccorreggere' l'afferina4ione di Costanzo. secondo cui vi ora più lìbertà di espressione in ,Mediaset che non in gaí (pag.9), Ad avviso del giudicante, infatti, la dichiarazione dell'ospite Costanzo Y4 ricondotta nell'alveo dei libero esercizio di critica di cui godono tutti i cittadini itali ani, M quanto diritto riconosciuto dalla Costituzione, e quindi anche i partecipanti della trasmissione, a fronte dei quale non è previsto alcun potere da parte del conduttore. Questi, so mai, deve garantire che gli interventi rispettino i criteri dí pluralismo, irnparzialít~, correttezza ed obiettività. In relazione a tale secondo aspetto, che costituisco ulterìor~ profilo di dogUanza, preme oservare che alla trasmissione hanno Pg-,partecìpato persone di'diversa estrazione culturale e politica, quali lo stesso Maurizio'WvZ -~,-,-,Costanzo, Enrico MOtana, Maurizio Belpietro, Marcello Veneziani e Ferdinando Adornato, deputato di Forza Italia e membro della Cornaiissione Parlamentare di,~",igìlanza della Rai, s: stenitore dell'attuale maggioranza di governo,Va nolato come proprio quest'ultimo, ~1la fine della trasmissione, si sia anche congratulato con Santoro per H comportamento a lui tenuto (pag,53),Deve poi evidenziarsíj tra gli ultimi interventi, quello di Enrico Mentana, il quale ha dichiarato al termine dòlla trasmissione, che: "Non penso che noi siamo più liberi. Cioè, oggi siamo stati qui ~Q1la trasmissione della Rai completamente liberi. Quindi non esistono indicí di ljber~ superiorì." (pag.63). In relazione, quindi a tali due profili non si ravvisa un contrasto ~on le dìrettive impartite dal direttore di Raidue al ricorrente, avendo questi assicu~ato un dibattito sereno tra persone appartenenti a diversi schieramenti politici.Per quanto riguarda i~ terzo profilo sanzionato, consistente nell'utilizzo del mezzo pubblico televisivo a s~opi privati, si osserva che i riferimenti, nella discussione tra gli ospiti, alla posizione cQàtrattuale di Santoro erano previsti e prevedíbili, trattandosí di due sìtuazioní, quella áeI ricorrente e quella di Enzo Biagi> oggettivamente connesse. Nelle occasioni in cui s è fatto riferimento alla posizione personale del ricorrente, questi 29ha inizialmente chìest~ di evitarlo, poi, di fronte all'unico intellocutoreche lo ha realmente e sostanziak~ente incalzato sul punto, ha deviato la discussione mostrando in più occasioni di non g&dire che si parlasse della propria posizione e, ciò, sia utìlízzando lo scherzo e lIronia, sia cercando proprio dì cambiare discorso, al fine dì rneglìo evidenziarela differeni'iatra l'argomento da trattare e la propria posizione (pa& 41 e ss,), E', ínfáIt~ enierso daI~e trascrizioni che il ricorrente. allInizio della trasmissione, ha espressamente chiesto ~gIì ospiti di coinvolgerlo il meno possibile (pag.4), proprio per evitare personalismi e a ribadito tale concetto nel corso della trasraissíone (pag,3 1), E', poi, effettivamente risu~tato che gli ospiti della trasmissione fossero ben consapevol la necessità di evitare rifC~n1cnú alla posizione del ricorrente (Adornato pag 11).Va~ pertanto, ritenuta liìnfondatezza delle contestazioni mosse al ricorrente in relazione alla puntata del 24.5.4002 essendo stato accertato che questi, nell'esecuziore Aella trasmissione, ha abbo! donato l'idea 1 originaria di affidare la conduzione ad altro conduttore, nella speci~, Maurizìo Costanzo, ha fatto intervenire l'ex presidente della Rai in inodo molto conter14to. Quest'ultimo, ínfátt~ ha fornito essenzìalmente i dati dei tempo dì parola riconosciuto nei tg Rai aì politici dal l'11.8.01 all>ll.5.2002. Ilente ha evitato> pob che la Iscussione si spostasse sulla propriaposízione e quando `~,IvvCnuto, ha Cffl~AcemCntCcontenuto i tentativi di coinvolgirnento personale dellaMione. Deve anche tenersi in considerazione che la varte convenuta, pur ben,9.2r nsapevole che il cont4.nuto della trasmissione avesse ad oggetto un tema connesso alla ~~--posízíone contrattuale qel ricorrente, ha esercitato il suo potere di controllo, ma non quello di veto, invitando semplicemente il ricorrente a condurre personalmente la trasmissione e ad asten~rsì dal trattare delle questioni personali. direttive cui questi si è regolarmente attenuto. ítAlla luce di tali circo~tanze questo giudice ritiene che i prevedibili riferimenti allaposizáone di Santoro s~no stati e e-nutí dallo stesso e comunqueinidonei da solì a realiz~are il sanzionato conflitto di interessi. Non si ritiene, pertanto,fondato neanche quest'u~tìmo profilo della contestazione,In relazione alla seconda trasmìssíone "SciusciC del 16.7.2002, la società convenuta ha contestato al ricorrcnt~, oltre al mancato rispetto degli obblighi di plurafismo, imparzialità e correttezz~ ed obiettività, anche di averla esposta alle contestazioni del Presidente della regione ISicilia "che ha posto in evidenza come la puntata in questionefosse da lei stata impoktata sulla base di notizie non aggiornate in quanto prive dì enti ai provved~rúenti presí dalla regione Sicilia nelle ultirne settimane, corredatei erirnda immagini non rece : htí e da intervisto con persone a cui sono state permesse, senzaalcuna cautela o ìnteHento correttìvo c/o di precisazione, dichiarazioni lesive dell'onore:e dellareputiazione del! Presí&nte stesso e dell'Ammin:istrazione regionale sicíliana."Ritiene il &dicante Iphe anche il secondo episodio oggetto di contestazìone non èpassibile di rirnprov~ro~ Il reportage in questione riguardava l'annoso problemadell'emergenza ìdrica íìn Sìcìlìa ad onta della nota disponibilità di rìsorse idríche nella4^5 reffione raccoglieva le testimonianze della popolazione nel corso di una manifestazione pubbtíca. E' ben imr~aginahilel'utilízzo di toni esasperati da parte degli intervistati, tenuto conto che essi erano nel corso di una manifestazíone e che il motivo delle doglianze era l'irrisoito e annoso problema dell'erogazione dell'acqua, bene da cui nessun essere umano &ò prescindere.Si osserva, di contro, l'che il reportage conteneva anche un'intervista al presidente della regione Sicilia Cuffarò, fl quale ha avuto il modo di attribuire le ragioni della crisi ai precedenti governi lo~ali (pagg-12 e 13). Sono stati sentiti, inoltre, un consigliere dì circoscrizione dei paáíto CDU (pag.9) ed il senatore del Polo delle libertà Calogero Sodano (pag,18), ninché Mimmo Fontana, esponente dí Lega Ambiente e l'ing.'íU-` 5,í?Vìtellaro, capo de11'~ffício tecnico del comune di Agrigento. Si rítíene, pertanto,w-F~?~ ae~certato che il ricorr e abbia garantito la completezza dell'infonnaíone.Sotto il profilo dell'a~sunta parzialità si osserva che mai parte convenuta ha specificatocome era suo onere, quali fossero i provvedimenti adottati dal presidente della regioneSicilia e non coMpíu~'wnente riferiti nel reportage. Va ritenuto, pertanto. che sia statosalvaguardato nella tr~sm:i ssione de quo il diritto al contraddittorio.All'esito della trascTione effettuata dal ctu ritiene il giudice, per le ragioni sopra esposte, di dovere ac~og1iere l'impugnazione della parte ricorrente e, pertanto, ritenere l'illegittimità della s4nzione ìnflitta al ricorrente con la lettera del 7.10.2001. Alla dichiarazione di i14ittimità segue la condanna della convenuta Ala restituzione dell'importo trattellut?.Non pare a questo ~udìce sia stata raggiunta la prova del lamentato datino subito per effetto della sanzíonJ disciplinare in questione. Va, pertanto, respinto ìl relativo capo di domanda.Decurtazione della retribuzioneIl capo di domanda relativo alla dichiarazione dí illegittimità della decurtazione della retribuzione comunicata con lettera del 26.9.2002 va accolto.Parte convenuta dichiara. di avere decurtato l'una tantum in ragione di un accordo sindacale, del'25.6.2009.La questione va risolta nell'ambito dei principi generali. Ai sensi dell'art.2077 comma 2CC, 'Te clausole diff~rmi dei contratti ìndivi duali, preesístenti o successivi al contratto collettive, sono sos~ tuite dì diritto da quelle del contratto collettivo, salvo che contengano speciali c~ndizioni di lavoro più favorevolì ai prestatori di lavoro." Da Ciò consegue che tutto le Ousole individuali, purché più favorevoli, rimangono immutate nelsuccedersì di diverse discipl:inecollettìve, mentre restano integrí i dìrítti da esse previsti, ai quali se un contr~ttO collettivo può aggiungere nuove garanzie, non può certo sottrai-ne. Li lavoratoo, nel momento in cui un contratto collettivo dovesse intervenire a disciplinare in senso ~neno favorevole una materia in cui esistono tnigliori condizioni individuá, ha dirítt~ alla conservazione di queste ultime. Si condivide, pertanto,l'impostazione dottriNria, secondo cui i diritti che sorgono in base al contratto individuale dì lavoro ~imangono 1 egati alla loro fonte e, in quanto tali, sott:tatti al potere dei sind~'cato, non potendo essere modificati o estinti, da un contratto he regoli !in modo peggiorativo la medesima materia. Ne consegue che ilcollettivo r .0~,'c'ontratto individualeoì lavof o contiene in sé un vero e proprio diritto alla perpetuazione del trattamento che è Istato convenuto dalle parti del rapporto di lavoro come espressione di una loro specifica Volontà e che solo con un' analoga nianifestazione di volontà potrà essere modificato. Dá quanto esposto segue Fillegíttimítàdella decurtazíone del 20% di quella parte della rétribuzionc, formalmente risultante legata al raggíungimento di specifici obiettivi> Cio anzìtutto. in quanto non è consentita la modifica in peìus di un sìngolo contratto da Parte di una fonte collettiva. In secondo luogo> perché nel caso di specie si è ritenuto che solo formalmente le parti abbiano convenuto che una parte della retribuzíone fosse anporata la raggiungìmento di specìfícì obiettìvi, Come, ìnfatti, è stato chiarito a proposito !della liquidazìone dei danno da demansíonarnento, nell'esecuzione del contratto mai Sono stati indicati o posti al ricorrente gli obiettivi speeffici da raggiungere e la ~!etrìbuzionc è sempre stata corrisposta integralmente, ovvero icomprensiva di quei 1200.000.000 di lire indicati come parte variabìle,Va pertanto díchíara~a l'il legittirnità della decurtazione operata con lettera del 26.9.2002.All'accoglimentodi tale capo di domanda segue la condanna della società convenuta al pagamento in favore del,ricorrente della somma di E 22.034,27, somma indicata dal ricorrente come illegittimamento trattenuta.Pubblicazione della sentenzaVa accolta infine la domanda di ordìne di pubblicazione della sentenza, L'art.120 c.p.c prevede, infatti, tale possibilità come forma di parziale riparazione del danno. Non a caso è stata definita come strumento accessorio di risarcimento del danno in forma specifica con riferimento al danno non patrìmoniale o anche come misura restì tutoria non diretta specificamente a risarcire il danno, ma a modificare Io stato di fatto lesivo dei diritti della personalità o su beni immateriali. Nel caso di specie, come si è già evidenziato per il capo dì domanda relativo al risarcimento per deinansionarnento, le modalìtà del comportamento datoríale che hanno condotto all'allentanamentodel ricorrente e# quelle che hanno accompagnato il provvedimento disciplìnare si sono estrinsecate attraverso dichi arazioni rilasciate lai mezzi di informazi one. Tali modali tà di per sé gravi, in quanto comportano una elevata diffusione della notizia, sono ancora più aggravate dall'affività della società convenuta~ detentrice del servizio pubblico televisivo a fronte delle quali il ricorrente non aveva lo: stesso potere di replica. Esse pertanto gíustíficano ampiamente l'utilizzo di tale strumento riparatorio.Le spese di lite, seguono il principio della soccombenza e vengono poste, oltre a quelle della Ctu, a carico della convenutaPQMa) accerta l'inadempimento della società convenuta all'obbligo di adibire il ricorrente all'attività lavorativa come realizzatore e conduttore dì programmi televisivi di approfondimento dell'informazione di attualità di prima serata, di programmi di reportage di seconda serata, in particolare "Sciuscià Edizione Straordinaria e "Sciuscià";b) dichiara che il ricorrente ha il diritto dì essere adibito all'attività lavorativa come realizzatore e conduttore di programmi televisivi dì approfondimento dell'informazione di attualità, nonché di programmi di reportage e per l'effetto condanna la società convenuta ad adibire, alla cessazione dell'attuale causa di sospensione dal servizio, il ricorrente alle indicate mansioni così come svolte ed esercitate in concreto sino alla stagione televisiva 2001/2002;d) condanna la società convenuta al risarcimento del danno da lucro cessante in favore del ricorrente nella misura di euro 743.682,00 , oltre rivalutazione monetaria ed interessi come in motivazione;e) condanna la convenuta al risarcimento del danno in favore del ricorrente per i titoli di cui in motivazione alla complessiva somma di euro 643.419,00 oltre rivalutazione monetaria ed interessi come in motivazione;f) dichiara l'illegittimità della sanzione disciplinare dì quattro giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione comunicata con lettera del 7 ottobre 2002 e condanna la società convenuta alla restituzione dell'importo trattenuto, oltre interessi e rivalutazione come per legge;g) dichiara l'illegittimitàdella decurtazione della retribuzione comunicata con lettera del 26 settembre 2002 e condanna la convenuta al pagamento in favore del ricorrente della somma di euro 22,034,27, oltre rivalutazione ed interessi; h) ordina che il dispositivo della presento sentenza venga pubblicato a cura e spese della convenuta sui quotidiani "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" e "La Stampa", entro dieci giorni dalla pubblicazione della presente sentenza;i) condanna la convenuta al pagamento delle spose di lite in favore del ricorrente che liquida in complessive euro 9.000,00 oltre iva e cpa come per legge, nonché alle spese di ctu liquidate con separato decreto." />
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